OmissisDi Maio contestato a casa sua scappa dall’uscita sul retro

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Succede -e succederà- a tutti i «Masanielli» di ogni ordine, epoca e grado: dalla festa alla forca il passo è breve, esattamente come quello del vicepremier Di Maio, finito a sgattaiolare da un’uscita secondaria in una scuola della sua Pomigliano D’Arco per sfuggire a una (prevedibile) contestazione.

Lo attendevano al varco un paio di centinaia di manifestanti, tra studenti ed operai, al grido «’E chiacchiere se port’ ‘o vient’» (trad: Le chiacchiere se le porta il vento), a dire dell’abisso che la politica grillozza ha scavato tra teoria e prassi. In una nemesi beffarda è scattato un gran bel “Vaffa” dei tempi andati, ma al suo indirizzo. Dinanzi all’Itis “Barsanti” di Pomigliano, dove il vice presidente del Consiglio era giunto per presentare il progetto dell’alternanza scuola-lavoro con il suo ministero, un coro recitava: «Di Maio la senti questa voce? Ma vaffa….».
Certo, sempre studenti sono, un po’ come quelli che bruciavano l’effigie di Salvini alcuni giorni fa, ma stavolta un po’ di “contenuto” c’era: «Abbiamo le scuole che cadono a pezzi»– dirà Luca Iuliano, rappresentante degli studenti- «da anni si chiacchiera solo, da tempo a Pomigliano dovrebbe sorgere una cittadella scolastica».

Tra i contestatori c’erano anche lavoratori licenziati da aziende del territorio, ex operai che nella chiesa di don Peppino Gambardella hanno incontrato il ministro prima che arrivasse a scuola. «Solo parole. Di Maio ha detto che per noi si prenderà degli impegni e ci farà sapere nei prossimi giorni», ha rivelato ai cronisti Domenico Mignano, ex operaio Fca “famoso” per aver alcuni anni fa inscenato suicidio e funerale di Sergio Marchionne e, per questo, licenziato dall’azienda con relativo strascico giudiziario. Sulla fuga dalla porta del retro, dove avrebbe poi trovato la piccola folla, è piovuta abbondante l’ironia di Maurizio Gasparri (Fi): «Hanno protestato contro tutto e contro tutti. Insultano giornalisti, avversari politici e quant’altro. Ma ora sono costretti anche loro, gli alfieri dei grillini, a fuggire da una porta secondaria. Hanno protestato tanto, adesso si beccano le proteste. Come direbbe Virginia Raggi, il vento sta cambiando e Di Maio sta scappando».
* dal quotidiano “Libero del 20 novembre 2018

Peppe Rinaldi

Giornalista

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