ARCHIVIOTelenovela infinita: la procura manda il Nas nella «clinica del Pd»

admin24/06/2014
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Nas 3

I carabinieri del Nas tornano per l’ennesima volta sul centro Ises di Eboli (Salerno)Li ha mandati il pm Maurizio Cardea, titolare di una delle indagini sulla struttura sanitaria. Il lettore conosce l’argomento, classico caso all’italiana di danaro pubblico bruciato per anni sotto il naso di autorità di ogni tipo, le stesse che non perdonano il minimo errore al primo malcapitato. 

 

Non si sa di preciso -almeno non ancora- cosa abbiano rilevato i quattro membri del Nas piombati sul posto. Vien da chiedersi, però, cosa mai abbiano potuto registrare di diverso dalle altre volte in cui hanno visitato alla struttura. Pare ne abbiano sempre proposto la chiusura, ottenendone in cambio dinieghi o silenzi dagli organismi sovraordinati: ed è qui un primo macigno, per non dire dell’incredibile diceria secondo cui dagli ambienti togati salernitani si sarebbe levato un inquietante «Lasciate stare i casi dove ci sono posti di lavoro a rischio». Encomiabile -se fosse davvero così- ma dovrebbe valere per tutti. Quale sia l’andazzo, invece, non c’è bisogno di dirlo.

Ora, se il Nas per anni ha scritto che il centro non è in regola e va chiuso o almeno adeguato agli standard validi erga omnes e ciò non avviene la spiegazione è da cercare altrove: altro che lo scemenzaio itinerante sul perché l’Ises abbia ottenuto tanta notorietà. La cultura mafiosa, si sa, è anche questo.

Secondo alcune fonti sembra che il Nas abbia rilevato l’assenza di personale qualificato (nessun educatore, solo ausiliari) accanto a quei poveracci di disabili che dovrebbero vivere in un hotel a 5 stelle, pagando 190 euro al giorno cadauno, che invece vivono in un posto che non è esattamente il Paradiso terrestre: se pure questo spiffero fosse confermato, c’è da chiedersi se il Nas non abbia rilevato ciò che rileverebbe anche un bambino. Si dirà: ma i militari devono attenersi agli ordini del pm che dà loro rigide prescrizioni. Premesso che questo è uno dei grandi problemi dell’Italia -da qualunque ottica si consideri la subordinazione delle forze dell’ordine al pm- è senz’altro vero: ma, se è altrettanto vero che le stesse forze dell’ordine in qualsiasi momento rilevino una notizia di reato o una violazione di legge hanno l’obbligo di intervenire, allora come sono entrati nel centro quelli del Nas, bendati? Difficile.

Secondo altre indiscrezioni, pare abbiano chiesto informazioni mirate su alcuni pazienti ospiti: il che fa dedurre che al pm interessi l’aspetto meno «dimostrabile», allo stato, degli altri, seppur il più disgustoso ove mai fosse confermato. Parliamo dei presunti maltrattamenti ai disabili. A distanza di tempo dalla presunta notitia criminis, cosa si pensava di trovare nel centro, una scena alla Fox Crime? Il tempo di sistemare le carte, come pure in ospedale, potrebbe esserci stato abbondantemente. Intrigante sarebbe poi sapere cosa abbia verbalizzato il Nas a proposito di un paziente in particolare, un poveraccio che dal centro non mette il naso fuori da tempo immemore. E nessuno dice o fa niente, tanto lui non può difendersi da solo e nemmeno protestare.

Del resto, è lamentela diffusa tra gli stessi lavoratori l’impossibilità di gestire i pazienti senza organico. In due recenti assemblee alcuni hanno letteralmente dichiarato ai nuovi amministratori (gente in parte piovuta dal cielo, su cui a breve torneremo con interessanti novità): «Dottor S. sappiamo tutti e lo sa anche lei che il pomeriggio qui dentro non c’è mai nessuno, per non dire della notte», oppure un altro «Ma sono anni che da solo gestisco 40 ragazzi». Quaranta ragazzi? Da anni? Da soli? Possibile? La legge lo vieta, eppure accade. Ma la legge vieta tantissime altre cose: come quelle che racconteremo a breve sul comico balletto azionato dall’amministrazione comunale, dai sindacati (chiamiamoli così) che vanno a ruota libera fingendo di non sapere e dall’Asl, il cuore del problema.

Cronache del Salernitano ha già scritto che il procedimento amministrativo di chiusura del centro si è concluso: ed è vero. La novità è che ora il primo cittadino tenta di passare la palla per l’ennesima volta all’Asl -che l’aveva appena passata al comune – autorizzando stravaganti sospensioni della procedura di legge che applicano a tutti gli altri soggetti (ma non era uguale per tutti?) pur sapendo di non avere altra scelta se non firmare l’ordinanza di chiusura.

Termini non rispettati (pur se consegnati con un giorno di ritardo) prescrizioni inevase, carenze di ogni tipo, stanno in tutti modi cercando di scansarsi il guaio da essi stessi creato. Prima o poi molti finiranno in guai seri, compresi i locali vigili urbani, in qualche modo «costretti» a redigere un originale rapporto dopo un recente sopralluogo. Ma tutto questo lo vedremo meglio prossimamente.

Peppe Rinaldi (dal quotidiano “Cronache del Salernitano” del 24 giugno 2014)

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