ARCHIVIOCalcio in streaming: la Finanza blocca accesso al sito, cinque le denunce

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Finanza informatici

I finanzieri della compagnia di Agropoli, coordinati dal procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania (SA), hanno concluso le indagini condotte in seguito all’oscuramento dall’Italia del noto portale pirata internazionale ‘Futebox’, al fine di interrompere l’illecita diffusione di opere coperte dal diritto d’autore on line, con fini di lucro.

 

Al termine delle investigazioni, condotte dalle Fiamme Gialle con l’ausilio tecnico della Fpm (Federazione contro la pirateria musicale e multimediale) a seguito della denuncia presentata da Sky Italia nei confronti dello stesso portale, e’ stata data nuova esecuzione all’ordine di inibizione dell’accesso per gli utenti italiani, notificato, sotto forma di blocco Ip/Dns, ai fornitori di servizi internet (cosiddetti internet service providers) operanti su tutto il territorio nazionale.
La nuova operazione di ‘shoot down‘ fa seguito alla precedente applicazione del vincolo cautelare sui 16 siti web da cui era possibile accedere ai servizio pirata internazionale ‘Futubox’, avvenuta nel mese di maggio 2013, per interrompere le attivita’ illecite di trasmissione in streaming dell’intero palinsesto dell’emittente televisiva satellitare italiana, altrimenti fruibili con modalita’ ‘pay-per-view‘. Il servizio ‘Futubox’ era focalizzato sulla trasmissione in alta definizione dei programmi delle emittenti Sky German, Sky Italia e Sky UK, oltre ad alcuni canali della televisione francese e russa. L’accesso era consentito previa sottoscrizione di un abbonamento, al prezzo di 8 euro al mese; tale servizio risultava fruibile in Italia a mezzo internet, sia da computer, sia attraverso dispositivi mobili (telefoni cellulari e tablet). Il segnale veniva gestito dall’estero e suddiviso attraverso server media per la gestione dei flussi live (live-streaming) e server media per la gestione dei flussi on-demand. Dopo l’esecuzione dell’ordine d’inibizione, nel 2013, le indagini della Guardia di Finanza sono proseguite, in tutto il territorio italiano ed in sei Paesi stranieri, per individuare i soggetti responsabili ed i canali di approvvigionamento delle ‘smart card’ di accesso ai servizi satellitari Sky, utilizzati per rilanciare il segnale pirata. 

Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza, conclusesi con la denuncia di 5 persone, hanno permesso di individuare, tra l’altro: un procacciatore d’affari residente nelle Marche, che si procurava da un dealer autorizzato Sky le schede pre-pagate necessarie per accedere al servizio satellitare e provvedeva ad inviarle ai titolari di Futubox in Ucraina, i quali utilizzavano le carte per rilanciare il segnale pirata ed aggiornare periodicamente l’elenco dei canali accessibili in streaming, da cui era possibile accedere, tra l’altro, alla trasmissione delle partite di calcio e delle gare di Formula 1 offerte in esclusiva ai clienti dell’emittente satellitare; un giovane pugliese, laureato in informatica ed in contatto con il primo, che si occupava della promozione e del supporto alle attivita’ illecite di Futubox in Italia, in forza di un contratto stipulato con una societa’ ucraina che gli attribuiva il riconoscimento di un compenso pari al 25% della raccolta complessiva derivante dagli abbonamenti al portale pirata in Italia. Entrambi sono stati destinatari di perquisizioni domiciliari; l’esame del materiale informatico sequestrato nei confronti del dealer, reso particolarmente complesso a causa dell’impiego, da parte dell’indagato, di un programma denominato ‘PrivateTunnel’, utilizzato per rendere anonima la navigazione su internet, mediante l’instradamento dei pacchetti dati attraverso una rete di nodi posizionati in diversi paesi esteri, finalizzato a non lasciare traccia della connessione dati utilizzata per la navigazione, ha permesso di raccogliere prove schiaccianti per disarticolare la base italiana che spalleggiava l’operativita’ illecita di Futubox dal territorio estero.
La raccolta di fondi avveniva su circuiti di transazione elettroniche resi disponibili dai rivenditori ufficiali (PayPal, MoneyBookers, PostePay, iKoruna), utilizzando account in taluni casi risultati intestati alla nonna defunta del dealer marchigiano. Alla medesima era intestato anche un account su Youtube, sul quale erano postati dei video dimostrativi realizzati per promuovere la diffusione di un programma sviluppato dall’informatico pugliese, denominato Telebox, che consentiva la fruizione degli stessi palinsesti offerti da Futubox, oltre a raccogliere ulteriori canali di emittenti televisive locali ed estere aggiunti ad una scelta di stazioni radio per la fruizione, sempre in streaming pirata, dei palinsesti musicali.

Adnkronos

 

 

Redazione Eolopress

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