ARCHIVIOSanità in Campania: esiste un “caso Salerno”?

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Eboli convegno Elaion

EBOLI (SA)- Sanità, esiste un caso Salerno? E’ quanto hanno cercato di mettere a fuoco i relatori di un convegno svoltosi venerdì sera presso la sala conferenze del Centro Nuovo Elaion di Eboli. Parterre d’eccezione e interlocutori di alto profilo per un dibattito appassionato e partecipato nonostante il caldo afoso e un clima ancora vacanziero.

 

Organizzato dalla Fondazione Mare Nostrum e dall’associazione Matteo Ripa, il dibattito è stato moderato dal giornalista Massimiliano Amato. Al tavolo dei relatori l’avvocato Lorenzo Mazzeo, il direttore generale dell’Asl Salerno Antonio Squillante, l’ex ministro socialista Carmelo Conte, la dirigente del dipartimento di psicologia della Cooperativa Sanatrix Carmen De vita e l’ex presidente della giunta regionale della Campania Antonio Bassolino. (nella foto il tavolo dei relatori). In sala folta partecipazione di pubblico.

Carmen De Vita ha immediatamente infranto il muro delle ovvietà – tipiche di ogni convegno- entrando nel cuore del problema relativo ai livelli e alla capacità di gestione della sanità pubblica in Campania: «Al di là di ogni valutazione ordinaria» – ha in sintesi detto la psicologa- «si registra un saldo negativo tra prestazioni effettuate in Campania, segnatamente nella provincia di Salerno, e quelle fuori regione: cioè si osservano ancora troppe emigrazioni, sarebbe di notevole interesse sviscerare questo punto e andare all’origine delle cause».

Dirlo dinanzi a due tra i principali responsabili (nel bene e nel male) della sanità territoriale passata, presente e -a breve- futura (Antonio Bassolino e Antonio Squillante) ha suscitato l’interesse del pubblico, attratto tra le altre cose da discorsi comprensibili, legati ai problemi della vita quotidiana e alle esperienze di ognuno. La risposta -se mai possa definirsi definitiva- è giunta sia dall’uno che dall’altro esponente della vita politica ed istituzionale della Campania. Squillante, dal suo canto, ha disegnato lo scenario che ha trovato al tempo della sua nomina alla carica di Direttore generale dell’Asl e quello che si appresta a lasciare in vista del presumibile cambio di gestione all’esito delle elezioni regionali di qui a qualche mese. «I conti sono in ordine» -ha ribadito il manager Asl con una comprensibile punta di orgoglio e in risposta alla provocazione del moderatore che invitava ad un approccio meno ragionieristico ai problemi della sanità- «e non mi pare risultato di poco conto. Specie se consideriamo che senza risorse possiamo usare tutte le belle parole di questo mondo ma alla fine ai cittadini un risultato non riusciamo a garantirlo». Ragionamento che non fa una grinza.

Dall’altro canto, Antonio Bassolino, chiamato in causa spesso anche in maniera indiretta come responsabile principe della tragica situazione debitoria risalente a circa 5 anni fa (otto miliardi di euro, 16mila miliardi di lire per capirci, all’origine di uno scontato commissariamento imposto poi dal governo centrale) scansa abilmente la questione rilanciando a sua volta: «Per una questione di stile io non parlo mai del passato e non attribuisco colpe a nessuno, si consideri però che il debito della sanità era alto già venticinque anni addietro». L’ex ministro delle Aree Urbane, Carmelo Conte, da par suo tira le conclusioni del dibattito analizzando “interdisciplinarmente” la questione e rilanciando, a sua volta, la necessità dell’Ospedale unico della Valle del Sele che accorpi i plessi di Eboli e Battipaglia, e stigmatizzando -giustamente- i processi politici che fecero sì che 150miliardi di vecchie lire già stanziati anni fa per la costruzione di un polo pediatrico ad Eboli (in località Acquarita c’è ancora lo scheletro dell’immobile) fossero dirottati ad Acerra.

Redazione Eolopress

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