ARCHIVIOCapaccio- Paestum: ecco i motivi che spingono alla modifica del toponimo

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Paestum

CAPACCIO (SA)- L’amministrazione comunale si accinge ad attivare le procedure previste dalle vigenti norme per la variazione della denominazione del Comune. L’iniziativa amministrativa-istituzionale intrapresa, era attesa da molto tempo ed è l’unica in parte assimilabile, per importanza, alla delibera di Consiglio Comunale n. 28 del 14 settembre 1947, con la quale veniva proposta la istituzione della frazione Paestum in un Comune distinto.

 

 Oggi l’attivazione del procedimento di variazione dell’attuale denominazione, comprendendovi il toponimo “Paestum”, rappresenta una presa d’atto di ciò che nell’ultimo cinquantennio è di fatto già avvenuto.

In generale quando si fa riferimento al nostro Comune esso viene indicato come Comune di Capaccio Paestum. Come spesso accade le istituzioni, per fatti di notevole importanza, arrivano sempre in ritardo agli appuntamenti con la storia. La variazione della denominazione comprendendovi il toponimo “Paestum” suggella la conclusione, sul piano storico, di un lungo processo, sviluppatosi nell’arco di tre millenni, che ha segnato la fondazione dell’antica Poseidonia, il suo sviluppo ed il suo successivo abbandono, a causa delle paludi e della malaria.

La sua riscoperta avvenuta nell’anno 1734 ha restituito al mondo le vestigia dell’antica città e dei suoi splendidi templi dorici. La sua fertile pianura, dopo secoli di abbandono, dovuto al bradisismo, alle paludi, agli acquitrini e alla malaria, è stata redenta ed è ritornata ubertosa come lo era prima dell’abbandono.

L’aggiunta alla denominazione dell’attuale toponimo Capaccio di quello della di lei originaria genitrice “Paestum”, assume un particolare significato che testimonia il completamento del lungo e complesso processo evolutivo locale, segnatamente dal significato di ricorso storico, che sancisce una nuova riaggregazione ideale di contenuti storici tra Poseidonia-Paestum e le sue eredi storiche Caput Acque e Capaccio.

L’inarrestabile processo di sviluppo del territorio comunale, determinato dalla bonifica integrale, dalla lotta alla malaria e dalla nuova distribuzione della proprietà fondiaria determinata dalle lotte per la terra e dal superamento del latifondo, ha condotto verso una nuova e matura visione unitaria del territorio.

La unitarietà territoriale, che ruota intorno alle sue diverse configurazioni, urbane, storiche, archeologiche, ambientali, sociali, culturali, territoriali e agricole, troverà un maggiore e irreversibile consolidamento inserendo nella attuale denominazione del Comune il toponimo “Paestum”. Paestum, frazione di Capaccio, è per la sua grande importanza storica e archeologica conosciuta nel mondo.

Pochi sanno che l’antica città di Paestum, bene protetto dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità, è ubicata nel territorio del Comune di Capaccio. Ciò determina alcune difficoltà sia per i problemi relativi alla toponomastica che per quelli di natura turistica.

La questione “Paestum” ovvero il suo toponimo, di incomparabile importanza culturale, storica e archeologica, rappresenta per la sua valenza di “grande attrattore” l’elemento trainante per lo sviluppo comunale del turismo, nelle sue molteplici tipologie, e per l’affermazione sui mercati nazionali ed internazionali delle produzioni tipiche di “Paestum” come il carciofo, gli ortaggi e la mozzarella.

Tra le principali esigenze toponomastiche, storiche, culturali e turistiche, che motivano la proposta di variazione della denominazione del Comune, si assumono anche quelle che sono state oggetto di direttiva sindacale sul Piano Urbanistico Comunle, strumento finalizzato al consolidamento della unitarietà territoriale-comunale fondata sul ruolo di Polo e grane attrattore storico-culturale e agro-turistico di “Paestum”. 

 

 

Redazione Eolopress

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